lunedì, 15 ottobre 2007, ore 16:00

Mentre tutto il mondo discute delle primarie, noi son giorni che litighiamo sugli indirizzi pedagogici.
E' più educativo abbandonare Davide al suo destino scolastico o è meglio accompagnarlo in questa prima fase di riorganizzazione del tempo e dello studio?
E' più responsabilizzante sedersi con lui alla scrivania, aiutarlo a pianificare il lavoro e seguirlo nell'elaborazione dando anche indicazioni metodologiche oppure mandarlo a cagare e lasciarlo in balia di se stesso e dei pochi criteri che gli sono stati dati?
Noi non lo sappiamo e così ognuno segue la strada che ritiene migliore: io mi siedo con Davide e Leo insulta a turno me e lui.
Tra un compito e l'altro litighiamo.
Così almeno siamo sicuri che stiamo sbagliando tutti e due.
commenti (23)
Commenti
#1   15 Ottobre 2007 - 17:08
 
Posso darti la mia esperienza di ex studenta: fin dalla prima elementare mi scocciavo infinitamente se alcunchi si sedeva con me per guardare che cosa facevo. Sempre sbrigata da sola tutto: dove non arrivavo era perché l'insegnante non aveva spiegato bene e chiedevo un supplemento d'indagine.
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#2   15 Ottobre 2007 - 17:52
 
Se qualcuno si sedesse accanto a me in questo periodo pagherei oro!!!! Accanto e mai sopra
Baci Bubi
utente anonimo

#3   15 Ottobre 2007 - 18:03
 
Diciamo che esiste un momento in cui è necessario lasciare che se la cavi da solo...Metti che fa ingegneria, poi gliele risolvi te le strutture?! Inoltre direi che il genitore deve rimanere però a disposizione per eventuali dubbi esistenziali, tipo "Mamma, come si scrive equipollente?" :-PPPPP
(non smetterò mai di ripeterlo :-P)

BRIBORCO RULES!!!!
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#4   15 Ottobre 2007 - 19:59
 
abbandonare Davide al suo destino scolastico
...
oppure mandarlo a cagare e lasciarlo in balia di se stesso


il tuo punto di vista è piuttosto chiaro, direi. ma, se posso permettermi: con marco come avete fatto? e lui, come si è trovato?

quando facevo le medie (peraltro anche quando facevo le elementari) i miei lavoravano entrambi, quindi i compiti li facevo da sola o con i compagni. alla sera chiedevo ai miei, nel caso, e mi hanno sempre dato risposte.

boh, forse l'"epoca" dei compiti con i genitori è quella delle elementari, non più quella delle medie :)

panda
utente anonimo

#5   15 Ottobre 2007 - 22:22
 
Allora.
Con Marco non c'era problema perchè era lui a chiedere continuamente. Poi, acquistata sicurezza, si è arrangiato da solo.
Davide vuol fare da solo, ma poi dimentica i compiti, li scrive sbagliati sul diario, è completamente disorganizzato e nessuno, nè alle elementare nè alle medie, gli ha mai spiegato come si studia.
Poi, avendo fatto sempre il tempo pieno, non riesce a gestire il tempo e questo gli complica non poco le cose.
La scelta è tra il dargli una mano (anche se lui non la chiede) o lasciarlo andare a scuola impreparato e con i compiti fatti a metà.
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#6   15 Ottobre 2007 - 22:46
 
che farei io, da genitore? bella domanda (o madonna che domanda!!!).
forse "sbagliando s'impara", ma vederlo "sbagliare" senza intervenire (troppo) è dura, anche per non ferirlo nel suo desiderio d'indipendenza...
ahem, forse una piccola instradatina del tipo "che devi fare per domani?", "potresti cominciare da a, b, c..." e poi a fine giornata "sei riuscito a fare tutto? hai bisogno?".

qualche compagnuccio con cui fare i compiti? il lavoro di gruppo a volte aiuta. io li facevo col mio amichetto del cuore e alla fine, bene o male ;), facevamo tutto.

ma comunque ci vuole tempo per capire come funziona una scuola nuova, in fondo è cominciata solo da un mesetto :)

panda
utente anonimo

#7   15 Ottobre 2007 - 22:51
 
splinder si è mangiato un mio articolato commento che riassumo come segue (magari riappare, e così non vi tedio due volte ;):

mi pongo da genitore (o madonna!!!!) e dico: una vostra presenza "soft", poco invadente che non lo urti?
"che hai da fare per domani? ah, questo, quello e quell'altro? allora potresti cominciare da... , e poi ..., per finire....".
poi girate al largo e a fine giornata "sei riuscito a fare tutto? hai bisogno?"

comunque è solo un mese che ha cominciato la scuola nuova: ci vanno i tempi tecnici d'adattamento alla novità (ci vanno anche da adulti :)

panda
utente anonimo

#8   16 Ottobre 2007 - 01:35
 
Lo sbaglio e di pensare che la scuole deve essere un campo di battaglia dove ognuno se la deve cavare da solo. Ritengo sia sbagliato. A scuola si va per IMPARARE le cose che non si sanno e non necessariamente solo la scuola deve farlo. Quando Inve andava all'asilo sapeva già il teorema di Pitagora e il principio di Archimede, certo lo conosceva a pappagallino, probabilmente non lo aveva capito, ma quando ha dovuto studiarlo era l'unico bambino che lo conosceva già e quindi più avvantaggiato degli altri. AIUTALO, l'aiuto non può che fargli del bene. Quando non potrai più farlo allora sarà il momento che lo manderai a cagare, ma ora va aiutato. Cosa che secondo me tutti i genitori dovrebbero fare. A che serve sennò sapere qualcosa più dei figli?
utente anonimo

#9   16 Ottobre 2007 - 01:38
 
Scusa il proseguo. Se il Leo insulta e lui che dovrebbe andare a cag...
utente anonimo

#10   16 Ottobre 2007 - 10:08
 
Non posso darti consigli.

Posso parlarti della mia esperienza:
se i miei genitori mi avessero seguito, invece di fidarsi di me e lasciarmi andare per il mio destino, forse non avrei sprecato 10 anni e non sarei uscita dal liceo piu' ignorante di una capra eremita.

Abi
utente anonimo

#11   16 Ottobre 2007 - 12:34
 
dgli delle linee guida:
- segna bene TUTTI i compiti
- capire quanto ci mette a fare i vari compiti,

etc

e poi controlla se li segue e se va raddrizzato.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente pm10

#12   16 Ottobre 2007 - 18:51
 
Arrivata alle medie, i primi mesi furono un incubo: non finivo mai i compiti prima delle nove di sera. Mi ci voleva tanto a fare quelle cazzo di cartine per la profe di geografia... e gli schemi per storia...
Nessuno, ne' i genitori, ne' mio fratello maggiore, mi aveva dato linee guida o aiuto. Sicuramente a loro dispiaceva vedermi ingolfata, ma mi hanno lasciato cuocere nel mio brodo.
A poco a poco ho cominciato a diventare piu' svelta e a organizzarmi meglio. Cosi' sono arrivate le giornate in cui mi avanzava tempo e mi portavo avanti con i compiti segnati per i giorni successivi.

Secondo me la cosa essenziale e' che Davide impari a segnare giusti i compiti sul diario. Da li' viene tutto il resto: non puo' imparare a programmare il lavoro se non e' sicuro di quanto e quale lavoro deve fare entro una certa scadenza.

E' inevitabile che i primi tempi faccia qualche casino :-) Ma il mio consiglio e' quello di non prendere in mano tu la situazione; esortalo a stare attento e a prendere nota bene degli esercizi da fare e dei capitoli da studiare, ma non fargli tu il calendario del lavoro.
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#13   16 Ottobre 2007 - 20:08
 
Mah io ho sempre fatto tutto da sola e mi sono sempre trovata bene così alla fine è un inizio di responsabilizzazione penso
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente pixel78

#14   16 Ottobre 2007 - 21:06
 
sai qual è la risposta forse? che non c'è UNA risposta ma dipende dagli attori in gioco (l'ovvietà della serata, mi rendo conto ;)
utente anonimo

#15   17 Ottobre 2007 - 11:01
 
Perfettamente daccordo con panda qui sopra che non si è firmata. Compreso il fatto che è vero che talvolta il lavoro di gruppo aiuta, ma non è detto. Non sono mai riuscita a studiare in gruppo: sostanzialmente o mi adeguavo al ritmode gli altri e mi annoiavo e quindi non capivo niente, o finiva in caciara, o siccome ero molto più veloce degli altri (all'epoca – all'epoca! – avevo una memoria della madonna) e finivo per fare il dopio della fatica perché una volta finito il mio facevo anche quello degli altri.
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#16   17 Ottobre 2007 - 15:24
 
secca, ma davide è una persona normale, mica è come te ;))))))
(cmq notate che la secca MI HA DATO RAGIONE!!!!)

il lavoro di gruppo a volte può rallentare, ma insegna altre cose: la solidarietà, il punto di vista diverso, altri stimoli etc. certo, anche la caciara, che è una gran goduria, da grandi e da piccini ;-D

panda
utente anonimo

#17   18 Ottobre 2007 - 10:22
 
boh.
proverei a stabilire un'orario (non troppo presto né troppo tardi) dove uno o entrambi i genitori fanno il debriefing di quanto Davide ha fatto *per conto suo*. Se le cose vanno bene, sarà semplicemente un controllo e una (vostra) presenza; se vanno male c'è tempo per lavorare assieme. Per i compiti scritti sbagliati nel diario, credo che la risposta giusta sia trovare qualcosa che non c'entri con la scuola e lo costringa automaticamente alla precisione.
Detto tutto questo, io sono della scuola della secca: lavorare in gruppo è una palla unica :-)
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente .mau.

#18   18 Ottobre 2007 - 11:40
 
il genio è solitario, ma si diverte meno ;)
utente anonimo

#19   18 Ottobre 2007 - 16:30
 
Panda: io mi diverto di più quando sono da sola o, al limite, con una persona sola. Soprattutto: che cosa è divertente per te? In quel capo, io mi divertivo a imparare il più possibile, non a cercare di far sì che gli altri tenessero il mio ritmo e non si distraessero (e mi distraessero) dalle cose divertenti. Poi se per te, per dire, la struttura dei commerci triangolari nel XVII secolo è poco divertente, scusa ma è un problema tuo.
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#20   18 Ottobre 2007 - 19:18
 
sdong!!!!
panda cade svenuta
utente anonimo

#21   18 Ottobre 2007 - 20:15
 
Tu cadi svenuta, io leggevo di come venivano commerciate pezze di scarto, specchietti e perline per schiavi, schiavi per tabacco, rum e zucchero e balle di cotone, che poi finivano per alimentare l'industria tessile nascente così contribuendo a fottere i poveracci inglesi che facevano le calze a mano per arrotondare, e ridevo: non degli schiavi o dei poveracci inglesi fottuti dalle enclosures e dal telaio per la maglia, così come più tardi sarebbero stati fottuti dalla macchina a vapore, ma perché è più appassionante di qualsiasi romanzo! E guai a chi mi interrompeva a metà per chiedere "Oh, facciamo merenda?" perché era stufo.
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#22   20 Ottobre 2007 - 09:48
 
seguilo senza stargli troppo addosso, digli se ha bisogno d'aiuto te lo dica forse basta
utente anonimo

#23   20 Ottobre 2007 - 18:08
 
com'è finita poi? :)

panda
utente anonimo

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